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- Consumo suolo, Favero: «Veneto maglia nera, così si distrugge il nostro futuro»
«Secondo l’annuale rapporto sul consumo di suolo elaborato dall’ISPRA e dal Ministero dell’Ambiente il Veneto, dopo la Lombardia, è la seconda regione italiana per terreno andato perduto con un valore pari all'11,86 per cento del totale. Una colata di cemento che non segna purtroppo battute di arresto. Perdere terreno vergine significa aumentare il rischio idrogeologico, non combattere il cambiamento climatico in atto, restare privi di spazi utili alle nostre produzioni agricole di qualità. Ma anche bollette più care per raffreddare le nostre case e i nostri uffici a causa delle bolle di calore che si formano negli spazi troppo urbanizzati». Così Matteo Favero , responsabile Ambiente e Infrastrutture del PD Veneto, commenta i dati sul consumo di suolo presentati dall’Ispra. «È quindi evidente», afferma Favero, «anche considerato il maggior incremento annuale in assoluto registrato dalla nostra regione nel 2023 (891 ettari) che la legge regionale 14/2017 che mirava a ridurre progressivamente il consumo di suolo non ancora urbanizzato in Veneto, sia del tutto inefficace e che ci sia la necessità di un cambio di rotta; con migliaia di capannoni vuoti e centinaia di aree dismesse una risposta sostenibile, che peraltro crea molto lavoro, è data dall’incentivo alla rigenerazione degli spazi abbandonati. E il nuovo testo unico sulla pianificazione del territorio ‘Veneto territorio sostenibile’ della giunta Zaia non fa purtroppo ben sperare. Da qui nascono le cinque proposte del PD regionale ‘Curare il Veneto’, presentate ad ottobre scorso, per la salvaguardia dell’ecosistema ambientale veneto: stop al consumo di suolo, rinaturalizzazione delle cinture urbane, rigenerazione urbana, un piano per l'acqua, tutela dei fiumi e nuovi bacini di laminazione. Infine, una proposta all’ANCI: ogni comune del Veneto metta in homepage del proprio sito istituzionale la percentuale di aree edificate nel proprio territorio di competenza. Un atto di trasparenza nelle scelte amministrative e una presa di coscienza per salvare quel poco di territorio e di biodiversità rimasti in Veneto».
- Autorità Laguna: «Gravi implicazioni per la salvaguardia di Venezia e per i lavoratori»
Interrogazione del senatore Martella sui ritardi nella costituzione dell’ente Andrea Martella , senatore e segretario del Partito Democratico Veneto, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Governo per chiedere conto dei gravi ritardi nella costituzione e piena operatività dell’Autorità per la Laguna di Venezia. «Questa situazione», sottolinea Martella, «rischia di avere pesanti ricadute sull’ambiente, sulla funzionalità del Mose e sul futuro occupazionale di circa 200 lavoratori di Thetis, Comar e Consorzio Venezia Nuova». Nella sua interrogazione, Martella evidenzia che il blocco dell’Autorità compromette la gestione coordinata di un territorio di cruciale importanza, con implicazioni sia ambientali – come il disinquinamento, il contrasto al cambiamento climatico e il ripristino morfologico della laguna – sia infrastrutturali, in particolare per il progetto Mose. «I ritardi nel collaudo del Mose, ora previsto non prima di giugno 2025, si sommano ai problemi gestionali legati alla mancata operatività dell’Autorità, con il rischio di compromettere l’efficienza di una infrastruttura cruciale per la salvaguardia del territorio e delle attività economiche», sottolinea il senatore. Martella chiede al Governo di chiarire le motivazioni dei ritardi accumulati nella costituzione dell’Autorità e se vi siano responsabilità specifiche nel merito. Inoltre, sollecita il Governo a indicare se siano state fissate tempistiche e scadenze vincolanti per completare le procedure amministrative necessarie e rendere pienamente operativa l’Autorità. Infine, il senatore domanda quali misure urgenti intenda adottare per superare questa situazione, garantire la funzionalità del Mose e tutelare i lavoratori delle società coinvolte. «La Laguna di Venezia rappresenta un patrimonio unico, ma i ritardi e le inefficienze stanno mettendo a rischio la sua tutela. È fondamentale che il Governo agisca con urgenza. Il Partito Democratico continuerà a incalzare l’esecutivo su questa vicenda», conclude Martella.
- Sicurezza, Martella: «Nuovi agenti a Mestre e Marghera, ora dalle parole ai fatti»
«L’annuncio del ministro Piantedosi sull’arrivo di 120 nuovi agenti tra Mestre e Marghera segue i gravi fatti di sangue che hanno sconvolto il territorio e le tante sollecitazioni che abbiamo portato avanti con costanza, anche attraverso interrogazioni parlamentari e altre iniziative. Ora vigileremo affinché alle parole seguano i fatti e l’impegno si traduca in risultati concreti», dichiara il senatore Andrea Martella , segretario regionale del Partito Democratico Veneto. Martella evidenzia però che non basta agire solo sul fronte repressivo: «La sicurezza non si garantisce solo con più agenti, ma anche con politiche di prevenzione, rigenerazione urbana e coesione sociale. Su questo, la destra, a Roma come a Venezia, continua a fallire. Servono investimenti non solo per il controllo, ma per costruire comunità più inclusive e resilienti, affrontando le cause profonde della criminalità e della marginalità». «Il Partito Democratico sarà in prima linea per monitorare che le promesse si trasformino in azioni concrete, continuando a proporre un’idea di sicurezza che non si limiti a spegnere le emergenze ma costruisca una vera protezione per tutti i cittadini», conclude Martella.
- Crisi industriali: «Servono visione e un Patto per la crescita»
Il segretario regionale del PD, Andrea Martella: «La Cassa Integrazione è alle stelle in Veneto, ma il centrodestra litiga per le poltrone» «I dati diffusi sulla Cassa Integrazione nel Veneto non possono lasciarci indifferenti. Con 63,6 milioni di ore autorizzate nei primi nove mesi del 2024, oltre tre volte il livello pre-Covid, la nostra regione registra numeri preoccupanti. Belluno è la prima provincia in Italia per ore medie autorizzate per impresa, Vicenza è la quinta, e tutte le aree industriali del Veneto sono in affanno. Aumenti del 70% rispetto all’anno scorso in diverse province confermano che siamo di fronte a un segnale d’allarme, che si aggiunge ad altri registrati in questi mesi», dichiara Andrea Martella , segretario regionale del Partito Democratico Veneto e senatore. Martella sottolinea che, pur nel contesto di una regione che rimane una delle aree produttive più importanti del Paese, questi dati impongono una riflessione seria: «Il Veneto ha bisogno di una visione di futuro, ma il centrodestra è troppo occupato a litigare su chi dovrà ‘gestirlo’, come se fosse una proprietà da spartire. Una logica padronale e arrogante che non risponde alle sfide del lavoro, delle imprese e dello sviluppo». Per il Partito Democratico, la risposta non può essere quella di ignorare i segnali di crisi, ma di inserirli in una strategia di rilancio. «Il nostro Patto per la crescita del Veneto propone interventi concreti, come il rifinanziamento integrale del Fondo Automotive per sostenere un settore cruciale per la nostra economia e migliaia di lavoratori e imprese dell’indotto. Servono incentivi per l’efficientamento energetico e la riqualificazione sismica degli edifici, che potrebbero rilanciare l’edilizia e garantire benefici occupazionali. È indispensabile anche promuovere l’autoproduzione di energia rinnovabile per le PMI, istituendo un Fondo dedicato per supportare la transizione energetica». Martella evidenzia poi l’importanza di agire sul fronte del lavoro e delle competenze: «Chiediamo sgravi per i contratti di apprendistato e l’istituzione di un Fondo per la formazione professionale, così da preparare i lavoratori e le imprese alle sfide della transizione digitale ed ecologica. Inoltre, serve un impegno per accelerare la digitalizzazione e favorire la crescita dimensionale e l’internazionalizzazione delle nostre imprese, perché solo così il Veneto potrà tornare a essere un modello competitivo e attrattivo». «Il Veneto non può più permettersi di essere ostaggio delle divisioni del centrodestra, che pensa solo alle poltrone e non alle soluzioni. Il Partito Democratico continuerà a lavorare per un’idea di sviluppo che tenga insieme crescita economica, qualità della vita e sostenibilità», conclude Martella.
- Continuiamo a fare rumore
Assemblea delle Democratiche Si terrà sabato 23 novembre alle ore 15 nella sede del Partito democratico regionale di Padova l'assemblea delle Democratiche. L'appuntamento dal titolo 'Non smettiamo di fare rumore' è dedicato al contrasto della violenza di genere. Intervengono Claudia Longhi , portavoce della conferenza regionale delle donne democratiche, Vanessa Camani , capogruppo del PD in Consiglio regionale, Chiara Luisetto , consigliera regionale e presidente dell'Assemblea regionale del Partito democratico e Alessandra Moretti , eurodeputata del PD. L'incontro è e realizzato in vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre. Altri appuntamenti a livello provinciale sono in programma lunedì 18 novembre a Treviso, a Verona il 23 novembre, lunedì 25 novembre a Belluno e a Vicenza l'11 dicembre. A Treviso l'evento ' Oltre il silenzio - mettiamo in crisi la violenza sulle donne ' ha in programma gli interventi di Giovanni Zorzi, Giulia Tonel, Rita Giannetti, Vanessa Camani, Maria Stella Bartolo e Alessandra Moretti. Accompagnamento musicale di Valeria Romano. Appuntamento alle ore 20.45 in sala Zanini del Museo Bailo in Borgo Cavour a Treviso. A Verona sabato 23 novembre alle 16.00 in piazza Pradaval le Democratiche organizzano un flashmob con quadri viventi che testimoniano le conseguenze della violenza sulle donne accompagnate da frasi che continuano a giustificare la violenza, colpevolizzando le donne e deresponsabilizzando gli uomini, con cartelli che riportano frasi come: 'me la sono cercata', ecc) e il posizionamento di uno o più spazi dove chi vuole può scrivere una frase o un pensiero. A Belluno lunedì 25 novembre dalle 17.30 alle 20.30 in piazza dei Martiri ' Noi non dimentichiamo ' propone la lettura pubblica di brani del libro 'Ferite a morte' di Serena Dandini. A Vicenza giovedì 12 dicembre ci sarà un incontro dal titolo ' Tutti i giorni sono 25 novembre '. Nella sede provinciale del Partito democratico alle ore 20.30 Milvia Boselli parlerà di femminismo e femminismi, tante strade per l'uguaglianza, mentre con Keren Ponzo che affronterà il tema 'Parole per comunicare, parole per capirci'. Introduce Claudia Longhi, portavoce delle Democratiche del Veneto, modera Delizia Catrini.
- ‘Pagano i cittadini!’: nuovi esempi dei tagli agli enti locali da Mira, Dolo e Povegliano Veronese
Prosegue la campagna del Partito Democratico Veneto “Pagano i cittadini!”, che denuncia gli effetti devastanti dei tagli agli enti locali varati dal governo Meloni. Dopo gli esempi di Preganziol (TV), Rotzo (VI) e Pieve di Cadore (BL), oggi il PD accende i riflettori su tre nuovi comuni veneti: Mira (VE), Dolo (VE), Povegliano Veronese (VR). « Di provincia in provincia – dichiara Andrea Martella , segretario regionale del PD Veneto – la musica non cambia: le scelte del governo si ripercuotono in modo pesante su famiglie e imprese. Ogni settimana emerge con maggiore chiarezza il fallimento delle politiche del centrodestra. Questi tagli non sono solo numeri, ma significano meno servizi sociali, meno manutenzioni e meno opportunità per le comunità locali. I Comuni sono lasciati soli a gestire bilanci insostenibili » . A Mira (Venezia), 37 mila abitanti, il sindaco Marco Dori evidenzia una situazione allarmante: « Oltre ai tagli dei trasferimenti, circa 150.000 euro all’anno già attivi, dobbiamo sommare lo scarico sui Comuni di altri costi. Tra il 2023 e il 2024, abbiamo dovuto coprire con risorse comunali 500.000 euro per gli adeguamenti salariali e le misure una tantum decise dal governo. A ciò si aggiungono 100.000 euro di mancato rifinanziamento per l’emergenza abitativa e l’aumento dei costi inflazionistici. Mentre i trasferimenti diminuiscono, i Comuni sono caricati di nuove incombenze e costi insostenibili. Così non è possibile andare avanti » . A Dolo (Venezia), 15 mila abitanti, il vicesindaco Matteo Bellomo denuncia gli effetti perversi della manovra del governo: « Lo schema di bilancio di previsione ci costringe, tolte le spese incomprimibili come sociale, personale e scuola, a lasciare tutte le altre voci a zero: cultura, sport, sfalci d’erba e molto altro. Speriamo di poter fare delle variazioni in corso d’anno, ma siamo di fronte a un doppio paradosso. Politicamente, mentre c’è chi difende a parole l’autonomia, gli enti locali sono bloccati nei fatti. Nessuno, nemmeno Zaia, ha fatto notare questo controsenso al governo. Inoltre, rischiamo di avere grandi strutture costruite con il PNRR, ma senza risorse per riempirle di contenuti. Il blocco del turn over, poi, è la ciliegina sulla torta: senza personale adeguato, anche i servizi minimi sono a rischio » . A Povegliano Veronese (Verona), 7 mila abitanti, il vicesindaco Maurizio Facincani porta numeri tanto concreti quanto critici: « Nel 2024 abbiamo già subito tagli per 25.000 euro, e stimiamo che tra il 2025 e il 2027 potremmo perdere altri 93.000 euro. I settori più a rischio saranno i servizi alla persona, come l’assistenza domiciliare, i pasti a casa e i trasporti per le visite mediche, oltre alle attività culturali. Dovremo verificare cosa sacrificare per continuare a garantire questi servizi e faremo il possibile per non far pagare ai cittadini questi minori trasferimenti, ma le risorse sono sempre più scarse e le scelte si fanno ogni giorno più difficili » . Martella conclude: « Di fronte a tutto questo, il silenzio del presidente Zaia è assordante. È inaccettabile che il governo nazionale e la Regione abbandonino i nostri Comuni, lasciando i sindaci soli a fronteggiare le ripercussioni concrete delle decisioni nazionali. Costretti a scegliere se tagliare servizi essenziali o, nei pochi casi in cui è ancora possibile, alzare le tasse locali. Il PD continuerà a raccogliere le segnalazioni che arrivano dai territori, e a portare avanti la battaglia per ripristinare i fondi per gli enti locali. I servizi ai cittadini non possono essere sacrificati, i tagli a Roma vanno fatti su altre voci » .
- Delta del Po, Favero: "Bene bocciatura del Tar alle trivelle"
"Lo avevamo detto da tempo: troppi i rischi per il territorio del Polesine dati dalla ripresa delle trivellazioni davanti al Delta del Po. Le lezioni del passato non vanno dimenticate, anche a fronte della non conoscenza di stime aggiornate sulle quantità di idrocarburi che possono essere estratti". Così il responsabile ambiente del Pd Veneto, Matteo Favero . "Il Polesine è già da tempo sotto il livello del mare e per questo motivo vede presenti importanti opere dei Consorzi di Bonifica per il mantenimento delle condizioni di abitabilità in sicurezza" ha osservato. "Il futuro di questo territorio passa per altre strade: tutela e valorizzazione delle produzioni agricole, salvaguardia del comparto ittico fiaccato da granchio blu e caro benzina, iniziative per lo sviluppo di imprenditoria giovanile" ha aggiunto.
- L'Osservatorio regionale sulla violenza di genere è legge
Il Consiglio veneto ha approvato all'unanimità il provvedimento proposto dalla capogruppo PD, Vanessa Camani “La politica veneta non si è girata dall’altra parte. Ma in modo plurale ha deciso di dare da oggi in poi un contributo concreto nella battaglia contro le violenze sulle donne. Un passo in avanti importante, per una rivoluzione culturale che coinvolge tutti”. Il commento è della proponente del progetto di legge per l’istituzione dell’Osservatorio regionale contro la violenza sulle donne e capogruppo del Partito Democratico, Vanessa Camani . Il provvedimento è stato approvato all’unanimità dall’aula di Palazzo Ferro-Fini il 19 novembre. Una decisione trasversale, che rappresenta una risposta alle mille domande angoscianti scaturite dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin. Personalmente, - osserva Camani - "quella vicenda mi ha posto di fronte al dilemma su cosa le istituzioni potessero fare per capire in profondità il fenomeno ed agire concretamente, in modo efficace, per sconfiggerlo. Ne è scaturita questa proposta, basata sul convincimento che la violenza di genere nasca da dinamiche sociali e culturali che riguardano tutti e possono colpire tutti. Come lo stesso Gino Cecchettin, padre di Giulia, insegna, non deve essere una guerra di donne contro uomini, e non deve diventare terreno per distinzioni politiche fuori luogo. Ma un percorso da fare assieme. Esattamente ciò che questo Consiglio regionale ha dimostrato di saper fare attorno a questo progetto di legge”. “E non dobbiamo avere paura di parlare di patriarcato – ha proseguito Camani – ma riconoscere che esistono e permangono nella nostra società quei pregiudizi radicati che generano la violenza sulle donne. Uccise, violate, fatte oggetto di soprusi perché considerate colpevoli di aver sovvertito gerarchie o di non aver rispettato delle regole di ruolo. Una mentalità non si cancella solo per via legislativa, ma l’Osservatorio che viene introdotto con questa legge consente di dotarci di strumenti conoscitivi ed operativi che possono produrre un cambiamento. Pertanto, ho presentato un emendamento che prevede l’indicazione di un Presidente onorario, possibilità alla quale tutto i capigruppo hanno risposto indicando Gino Cecchettin per questo ruolo: Credo che la sua presenza all’interno dell’istituzione sia indispensabile e preziosa. Come ha ricordato la relatrice del provvedimento, la consigliera dem Chiara Luisetto ‘l’Osservatorio sarà luogo nel quale realizzare un costante monitoraggio, attraverso la raccolta, l’elaborazione e lo studio dei dati forniti dai Centri antiviolenza presenti sul territorio, dai servizi territoriali e da altri soggetti pubblici e privati coinvolti nella rete antiviolenza. Sarà composto da cinque personalità con comprovata esperienza nel settore, di nomina consiliare, e avrà il compito anche di indicare proposte legislative ed organizzative alla Giunta e al Consiglio regionale. Con l’obiettivo di predisporre un piano strategico ad ampio raggio, con politiche integrate tra settori diversi, da quello del sociale al mondo del lavoro, della cultura e dell’istruzione’. Luisetto ha quindi ricordato i numeri del fenomeno: ‘Secondo l’ultimo rapporto del Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale, dal primo gennaio al 18 dicembre del 2023 sono state 115 le donne vittime di omicidio. Di queste, 94 sono state uccise in ambito familiare o affettivo e 61 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner. Con specifico riferimento alla Regione del Veneto, gli omicidi commessi in ambito familiare e affettivo che riguardano vittime di sesso femminile nel corso del 2022 sono stati 12, a fronte di un totale di 18, e quelli commessi dal partner o ex partner sono stati 8. Cifre che indiscutibilmente richiedono quel monitoraggio costante e quel lavoro di proposta che attraverso l’Osservatorio sarà possibile attuare’”.
- Un ‘Patto per la crescita’ per rilanciare l’economia regionale
« La crisi economica e industriale che sta interessando anche il Veneto richiede risposte immediate e concrete. La mancanza di visione del Governo nazionale e l’inerzia della Regione stanno esponendo il nostro tessuto produttivo a rischi significativi», dichiara Andrea Martella , segretario regionale del Partito Democratico Veneto, durante la conferenza stampa odierna. Insieme alla capogruppo PD in Consiglio regionale Vanessa Camani e al senatore Antonio Misiani , responsabile Economia del PD nazionale e già viceministro dell’Economia, Martella ha presentato il ‘Patto per la crescita del Veneto’, una piattaforma di proposte concrete per affrontare la crisi economica e sostenere il rilancio del Veneto. La proposta parte dall’analisi del quadro. Il Veneto, cuore pulsante della manifattura italiana e modello di eccellenza industriale, attraversa un momento di significativa preoccupazione economica, come attesta anche l’analisi di Banca d’Italia sulla nostra regione. Nonostante i molti punti di forza del sistema produttivo veneto, cala la produzione industriale (-1,9% nel terzo trimestre 2024), si riducono gli ordini dall’estero (-3,4%), diminuisce in generale l’export. Tutti elementi che si traducono nella sofferenza di settori chiave come automotive, moda e metalmeccanica. Altri fattori suggeriscono una crescente incertezza: le assunzioni nel settore industriale segnano un rallentamento, mentre aumentano le crisi aziendali monitorate dalla Regione. A settembre di quest’anno sono state autorizzate 8 milioni di ore di Cassa Integrazione, il record negativo dal 2014. «Il nostro Patto si basa su cinque interventi prioritari – spiega Martella – con l’obiettivo di proteggere il lavoro, sostenere le imprese e rilanciare la competitività del Veneto: rifinanziamento del settore automotive, rilancio dell’efficientamento energetico, riduzione del costo dell’energia, investimenti in formazione e digitalizzazione, e semplificazione normativa per favorire l’innovazione». Più in dettaglio: Rifinanziamento del settore Automotive: Recuperare i 4,6 miliardi tagliati dal Governo per salvaguardare imprese e lavoratori del comparto. Efficientamento energetico e riqualificazione edilizia: Ripristinare gli incentivi per la riqualificazione energetica e sismica per sostenere l’edilizia, fondamentale per l’economia veneta. Riduzione del costo dell’energia: Creare un Fondo rinnovabili PMI con contributi a fondo perduto per impianti di autoproduzione e comunità energetiche e disaccoppiare i prezzi di gas e luce per calmierare le tariffe. Formazione e lavoro: Istituire il Fondo Intelligenza Naturale per formare lavoratori su competenze green e digitali e incentivare l’apprendistato con sgravi del 100% per tre anni. Istituire una Agenzia per lo sviluppo del Veneto e per la sua attrattività. Digitalizzazione e innovazione: Lanciare un Voucher Digitale per PMI e semplificare le norme del Piano Transizione 5.0. Accelerare su digitalizzazione e semplificazione burocratica e investire sul trasferimento tecnologico. Camani ha puntato il dito contro l’incapacità della Regione Veneto di offrire un progetto adeguato per l’impresa veneta: «La Regione non ha saputo affrontare le criticità del sistema produttivo. Senza interventi tempestivi il rischio è che da congiunturali queste difficoltà divengano strutturali, facendo scivolare indietro il Veneto. Per le PMI, che sono il cuore del nostro tessuto economico, serve un investimento nuovo». Misiani ha invece evidenziato le lacune della manovra del Governo Meloni: «Questa manovra è inefficace e miope. Manca una politica industriale chiara e gli investimenti pubblici sono insufficienti per sostenere una ripresa duratura. Serve una visione che metta al centro lavoro, innovazione e sostenibilità». «Queste proposte – conclude Martella – non sono slogan, ma impegni concreti per rispondere alle esigenze delle nostre imprese e dei nostri lavoratori. È ora di riportare al centro dell’agenda politica i settori strategici che hanno reso il Veneto un’eccellenza nazionale». Scarica il Patto per la crescita del Veneto Vai alla pagina dedicata
- Tagli ai Comuni: «Effetto devastante su famiglie e imprese»
Il segretario regionale del PD, Andrea Martella sul taglio dei fondi statali al Comune di Vicenza « I tagli che il Comune di Vicenza ha dovuto denunciare dimostrano l’effetto devastante sulle famiglie e sulle imprese delle scelte del governo Meloni, che critichiamo con forza da settimane. I partiti del centrodestra un giorno promettono a gran voce l’autonomia, il giorno dopo tagliano i bilanci dei Comuni, i servizi degli enti locali, le risorse a disposizione dei territori per la sicurezza idrogeologica». È il commento del segretario del Partito Democratico del Veneto, Andrea Martella , dopo l’analisi delle conseguenze della manovra di Bilancio sui conti del capoluogo berico presentata dal sindaco Giacomo Possamai. «Far pagare agli enti locali, e quindi ai cittadini, le difficoltà dei conti dello Stato - prosegue Martella - è il tradimento concreto di ogni promessa di autonomia e federalismo. Come ci stanno raccontando in questi giorni gli amministratori di tutte le province venete, è evidente che per i tagli del Governo i Comuni e le Province dovranno a loro volta sacrificare i servizi per la popolazione, il sociale, la scuola, le manutenzioni, gli investimenti. Ed è vergognoso che gli stessi esponenti del centrodestra che a Roma votano quei tagli poi abbiano la faccia tosta di criticare le amministrazioni locali costrette ad aumentare le tasse». Leggi anche: Comuni, Pd lancia campagna ‘Pagano i cittadini’
- Francesco Franceschini: tributo del Pd al ‘padre’ del Ministero della Cultura
Sabato 30 novembre a Vittorio Veneto l’evento con la partecipazione di Walter Veltroni Vittorio Veneto celebra uno dei suoi cittadini più illustri, Francesco Franceschini, figura di spicco nella storia culturale e politica italiana, in un evento commemorativo che vuole essere un omaggio al passato, ma con lo sguardo al futuro. Franceschini fu il promotore della Commissione d'indagine per la tutela del patrimonio storico, archeologico, artistico e del paesaggio, cosiddetta Commissione Franceschini, da cui nacque successivamente il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali. A 50 anni dall’istituzione del Ministero, il Partito Democratico Veneto assieme alla federazione provinciale di Treviso del PD e al Circolo PD di Vittorio Veneto ne ricordano la figura con un evento dedicato a cui è prevista la partecipazione straordinaria di Walter Veltroni . L’iniziativa si propone di onorare il ruolo di Franceschini come costituente e deputato vittoriese, riconosciuto come il ‘padre ideale’ del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali. «L’incontro rappresenta un’occasione per riflettere sulla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale come elemento identitario e motore di sviluppo», afferma il senatore Andrea Martella , segretario regionale del Pd Veneto. «L’eredità di Francesco Franceschini, radicata nella sua terra natale, trova nuova linfa in un dibattito che unisce tradizione, innovazione e visione internazionale». L’evento è in programma sabato 30 novembre 2024, presso il Museo della Battaglia. Programma L’incontro inizierà alle ore 9:45 in Piazza Giovanni Paolo I e vedrà la partecipazione di numerosi esponenti politici, accademici e culturali. Tra gli interventi previsti: Roberto Tonon , capogruppo PD al Consiglio Comunale di Vittorio Veneto, che esplorerà la figura di Franceschini e il suo lascito istituzionale; Andrea Martella , senatore e segretario PD Veneto, con un focus sul ruolo della cultura nello sviluppo regionale; Irene Manzi , capogruppo PD alla Commissione Cultura della Camera, che rifletterà sui 50 anni dalla nascita del Ministero dei Beni Culturali; Christian Greco , direttore del Museo Egizio di Torino, che parlerà dell’importanza dei musei come spazi di conoscenza. Michela De Poli , Architetto del paesaggio Studio MADE associati, affronterà il tema del cambiamento nelle politiche di tutela del paesaggio in Italia. Giuliano Segre , Docente Università Ca' Foscari di Venezia, analizzerà la Legge Amato nel sistema finanziario a Nord Est. Piero Fassino , deputato, rifletterà sulla cultura come elemento identitario che genera crescita della città: trasformazione, sviluppo e internazionalizzazione Moderato dall’assessora Barbara De Nardi , l’evento vedrà la partecipazione straordinaria di Walter Veltroni , che offrirà una sintesi conclusiva. I saluti istituzionali sono affidati al segretario del circolo PD, Fabio Braido , al segretario provinciale del PD Giovanni Zorzi , alla sindaca di Vittorio Veneto Mirella Balliana e alla deputata del PD, Rachele Scarpa .
- SPV, Favero: «Altro che autonomia, la Lega vuole coprire i buchi con i soldi dello stato»
«La Lega parla, a seconda della convenienza, lingue diverse a Roma e in Veneto. Infatti, mentre nella nostra regione si sbandiera il sogno dell'autonomia, bocciata di recente dalla Corte Costituzionale e che non lascia alcuna risorsa in più delle nostre tasse nelle tasche dei veneti, a Roma chiede di scaricare sulle casse dello Stato centrale i debiti causati dai suoi errori come nel caso della voragine economica della Pedemontana. Basti pensare che il conto per i primi tre anni ammonta già a 113 milioni in più. È questo il senso dell' ordine del giorno , promosso alla Camera dal deputato leghista Bof al Dl Concorrenza e accolto come raccomandazione, che chiede al Governo Meloni di: ‘ promuovere le iniziative necessarie affinché lo Stato attraverso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti possa subentrare alla regione del Veneto nel ruolo di concedente della Superstrada Pedemontana Veneta’ . Si tratta ancora una volta della conferma del buco milionario di questa infrastruttura fortemente voluta da Zaia. E ora rischiamo il bis con la Via del Mare a pedaggio tra Treviso e Jesolo, una strada gratuita che esiste già. Sarà sicuramente battaglia anche al Senato mi ha già assicurato il Segretario del PD Veneto Andrea Martella». Ne dà notizia Matteo Favero , responsabile Ambiente e Infrastrutture del Pd Veneto.












