top of page

Risultati di ricerca

1478 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Mafie, Naccarato: «Dossier Libera evidenzia radicamento nel Veneto»

    «Il documentato dossier Sguardo d’insieme presentato nei giorni scorsi dall'associazione Libera rappresenta un utile strumento per comprendere la profondità del radicamento mafioso in Veneto . La ricerca evidenzia le complicità e convergenza di interessi tra settori del mondo economico e gruppi criminali. Nella nostra regione i mafiosi sono stati cercati da professionisti e imprenditori locali che hanno costituito con loro società per arricchirsi, soprattutto mediante le fatturazioni per operazioni inesistenti. Attraverso tale pratica le aziende mafiose riciclano denaro proveniente da crimini, come il traffico di stupefacenti, e gli imprenditori locali ottengono vantaggi fiscali illeciti. Queste dinamiche hanno favorito la sottovalutazione del fenomeno nell’opinione pubblica e nelle istituzioni. Il lavoro di Libera ha il grande merito di descrivere con precisione le caratteristiche delle presenze mafiose in Veneto e di informare la cittadinanza con dati chiari che aiutano a promuovere momenti di riflessione e iniziative di prevenzione». Lo afferma il responsabile del forum Legalità e sicurezza del PD Veneto, Alessandro Naccarato .

  • Autonomia: «È una legge scritta male non regge nell'impianto giuridico ed economico»

    L'intervista sull'autonomia al senatore e segretario regionale veneto del Pd, Andrea Martella, pubblicata il 23 settembre dai quotidiani NEM a firma Enrico Ferro «Non si capisce bene a cosa miri Zaia e né quando realmente possa partire un confronto tra il governo e le regioni, visto che dietro l'apparente condivisione, tra le forze politiche della maggioranza, ci sono differenze profonde su questa materia. Quale è l'autonomia di Zaia? Quella di trasferire allo Stato i costi e il rischio d'impresa della Pedemontana veneta, da lui voluta? Una scelta poco autonomista e poco concorrenziale mi pare». Andrea Martella , senatore e segretario regionale del Pd, va giù duro. «La legge Calderoli è una legge scritta male, che non regge dal punto di vista giuridico ed economico. Una legge che sottrae al Parlamento competenze su una molteplicità di materie, conferendo solo al governo e agli esecutivi regionali la decisione finale. Una legge che finirà per indebolire i fattori di competitività delle nostre imprese e la tenuta dei conti pubblici», continua il segretario dem. Ma il punto è: rispetta o no i dettami Costituzionali? «Questa riforma, se così la si può chiamare, va contro lo spirito della Costituzione in materia di autonomia. Questo perché prevede un'autonomia finanziaria degli enti locali e, però, al tempo stesso non istituisce un fondo perequativo per quei territori con minore capacità fiscale, contribuendo così ad allargare i divari già esistenti tra cittadini nelle diverse regioni italiane. Un conto è trasferire funzioni particolari, altra cosa è attribuire alle Regioni competenze generali su materie che mettono a repentaglio la necessaria unitarietà delle politiche pubbliche. Inoltre, dovrebbe essere chiaro a tutti che materie come l'istruzione, l'energia, le grandi reti di comunicazione, il commercio estero richiedono un orizzonte strategico nazionale, se non addirittura europeo, e non certo di scala regionale». Martella non concorda nemmeno con il principio dei Lep. «La distinzione fra materie Lep e materie non definite Lep è arbitraria e ingiustificata» sostiene il senatore del Pd. «Nel caso di queste ultime, se definite sulla base della spesa storica, senza una preventiva valutazione comparativa e senza strumenti di perequazione finanziaria tra le regioni, vedrebbero la cristallizzazione della spesa e delle diseguaglianze. I Lep non ci sono, non stati definiti e non ci sono risorse per finanziarli. Quando nella legge si scrive che va "garantita l'invarianza finanziaria", significa certificare l'impossibilità di realizzare questa riforma». Quando si parla di Lep il pensiero va alla sanità. «Il rischio è che esplodano le differenze che già esistono nei servizi sanitari» dice Martella. «Se aumenta la concorrenza fra le regioni, anche tra quelle a noi più vicine, aumenta la mobilità e la migrazione dei pazienti. È un tema che Zaia si dovrebbe porre, visto lo scivolamento della nostra sanità verso il privato e i problemi che già esistono per la carenza di medici ed infermieri». E il referendum? «Dopo la chiusura della maggioranza durante la discussione parlamentare, è oggi lo strumento per fermare una legge sbagliata e pericolosa e il modo per ripensare un modello autonomistico equilibrato».

  • Centrosinistra veneto al lavoro sul programma

    Si è svolta a inizio settimana a Padova una riunione delle forze politiche del centrosinistra a cui hanno partecipato il Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Veneto che Vogliamo, +Europa, Volt, Partito Socialista italiano. Avviata nella prima riunione a luglio, è proseguita la discussione con particolare attenzione ai programmi. Un confronto che dovrà necessariamente fare leva su una riflessione ampia sui problemi e sulle aspirazioni dei veneti e che proseguirà nelle prossime settimane. Massima attenzione sarà data ai temi della sanità e del sociale, dei giovani, del lavoro e delle imprese, dei trasporti, del contrasto alla crisi climatiche e delle politiche di sostenibilità ambientale. Tutti temi su cui verranno organizzati appositi gruppi di lavoro i cui contenuti saranno sintetizzati e presentati in una serie di appuntamenti aperti alla discussione pubblica. È chiaro che oggi la Regione Veneto manifesta ormai la fine di un’epoca e il venir meno delle capacità di innovazione e sviluppo ed è necessario costruire nei territori un’alleanza di forze politiche e civiche in grado di determinare un’alternativa per il Veneto. È stata ribadita la volontà di tracciare un percorso inclusivo che muova dall’ascolto dei territori, degli amministratori locali, delle categorie economiche, delle parti sociali, delle organizzazioni del Terzo Settore e delle cittadine e dei cittadini, tutti soggetti che sono già parte attiva dei cambiamenti in atto. L’obiettivo è costruire, partendo dalle persone, un Veneto forte e solidale, cuore produttivo del Paese e aperto all’Europa.

  • Ius Scholae, il Pd chiede una risoluzione per spingere l'approvazione della legge

    «Abbiamo chiesto l’inserimento all’ordine del giorno del Consiglio regionale della nostra risoluzione sullo Ius Scholae perché riteniamo sia urgente dare risposte ai tanti bambini e ragazzi che hanno iniziato la scuola oggi e, pur sentendosi italiani, non hanno il diritto alla cittadinanza del nostro Paese». La presa di posizione è della consigliera regionale Vanessa Camani che chiede la calendarizzazione della risoluzione che impegna la Giunta regionale a sollecitare il Governo e Parlamento per l’approvazione della legge sullo Ius Scholae. «Proprio in avvio dell'anno scolastico il presidente Zaia ha inviato una lettera agli studenti con la quale sottolinea il valore dell'inclusività e della solidarietà, spronando i giovani a prestare attenzione ed aiuto ai ragazzi 'che vengono da fuori, stranieri'. Credo - osserva Camani - che lo stesso impegno spetti alle nostre istituzioni. Ed il modo migliore per realizzare questa inclusività è proprio quello di varare una legge di cittadinanza che riconosca pienamente quei diritti attualmente negati a tanti ragazzi che di certo non possono definirsi stranieri». in Veneto, nell’anno scolastico 2022-2023, gli alunni con cittadinanza italiana erano 557.288, mentre quelli con cittadinanza non italiana erano 99.604. Nonostante il legame forte e duraturo con il territorio e con la cultura, questi dati mostrano una realtà regionale in cui una consistente percentuale della popolazione studentesca non ha ancora accesso alla cittadinanza. Scarica la risoluzione presentata dal PD

  • Vanoi, mozione PD chiede alla Regione un no al progetto

    «Da troppo tempo, attorno alla diga del Vanoi, assistiamo da parte della Regione ad un barcamenarsi tra il fronte di chi si oppone all’opera, sollevando perplessità sull'impatto ambientale e sulla sua pericolosità, e quello di chi pensa che la diga possa essere la soluzione ai problemi della siccità della pianura e del mondo agricolo. Ora però questo gioco delle tre carte deve finire: abbiamo inserito all’ordine del giorno della prossima seduta Consiglio regionale, prevista per martedì prossimo, una nostra mozione. E chiediamo a tutte le forze di maggioranza l’impegno a discuterla e votarla immediatamente». Così la Capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Vanessa Camani , prima firmataria della mozione depositata ancora nel luglio scorso con la quale si impegna la Giunta regionale ad esprimere un parere contrario alla realizzazione del Serbatoio del Vanoi e comunicarlo formalmente al Consorzio di Bonifica del Brenta. «A maggior ragione dopo le dichiarazioni del presidente Zaia», ribadisce Camani, «è fondamentale fissare per via ufficiale, nero su bianco, una posizione di contrarietà da parte della Regione. Tenendo conto delle posizioni chiarissime espresse dai territori dalla provincia di Belluno e soprattutto dalla provincia di Trento, oltre che delle pesanti ombre sul profilo tecnico che ormai appaiono acclarate. Si arrivi dunque ad una posizione netta dall'istituzione regionale: l'occasione è sul tavolo».

  • Superjet, Martella sollecita governo a trovare soluzione celere

    Il segretario regionale del PD: «Si lavori per il passaggio al fondo degli Emirati Arabi Uniti» È ancora in attesa di risposta l’interrogazione sulla vicenda Superjet presentata il 13 luglio scorso dal senatore e segretario regionale del Pd, Andrea Martella , ai ministri dell’Economia e Finanze, delle Imprese e Made in Italy e del Lavoro e Politiche Sociali. «Nei prossimi giorni con nuovi atti parlamentari chiederò al governo di prendere urgentemente le decisioni attese da oltre un anno dai lavoratori e dal territorio», afferma Martella. «Il tempo per definire l’eventuale passaggio dal socio russo la cui quota del 49% è congelata dal Demanio per effetto delle sanzioni al Mark AB Capital con sede negli Emirati Arabi Uniti è ormai agli sgoccioli», ricorda il senatore. «Tuttavia, non abbiamo notizie da parte del Comitato di sicurezza finanziaria (CSF), costituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze, che dovrebbe dare il via allo svincolo delle quote. Ci saremmo aspettati una maggiore proattività da parte del Mef, come pure dal Ministero delle Imprese e da quello del lavoro, visto che resta in bilico un pezzo rilevante dell’economia veneziana». La cessione delle quote al fondo emiratino avrebbe riflessi notevoli sul progetto Superjet e in particolare sulla base veneziana, ricorda Martella. «Stiamo parlando di un notevole programma di assunzioni, che porterebbe la base di Venezia-Tessera ad uno sviluppo nel settore aeronautico senza precedenti per il territorio e la stessa economia fino a raggiungere le 450 unità. La conseguente riqualificazione farebbe di Venezia l’impianto privilegiato per il completamento e la commercializzazione dei velivoli, oltre alle attività di ricerca e sviluppo delle nuove configurazioni dell'aeromobile, addestramento piloti e assistenza post vendita. Crediamo sia interesse di tutti trovare una soluzione celere e per questo rinnoviamo le sollecitazioni al Governo a lavorare in questa direzione per dare una risposta agli oltre 120 lavoratori impiegati direttamente nel progetto e ai quasi 2000 impegnati nell’indotto».

  • Zls, Martella: «Il governo si impegni per garantire risorse certe fino almeno al 2027»

    «Lo sblocco dei crediti di imposta per la Zona Logistica Semplificata di Venezia e Rovigo è finalmente operativo. Le buone notizie purtroppo, finiscono qui. I tempi per ottenere i crediti per il 2024 sono strettissimi, al 15 novembre prossimo e non c’è alcuna certezza sul prosieguo di tale misura in futuro». Lo ricorda il senatore e segretario regionale del Partito democratico veneto, Andrea Martella , grazie alla cui iniziativa nel 2020 fu modificata la legge del 2017 sulle Zone Economiche Speciali con la previsione delle Zone Logistiche Semplificate in modo da ricomprendere le aree di Venezia e del Polesine. «È evidente», prosegue Martella, «come abbiamo più volte sottolineato in passato, che è necessario programmare gli interventi e assicurare le risorse anche per gli anni seguenti. Nelle passate leggi di bilancio e in vari provvedimenti abbiamo proposto lo stanziamento di risorse adeguate e continuative almeno fino al 2027. In tal senso ci muoveremo, con emendamenti in sede parlamentare, per sollecitare il governo in questa direzione». La Zls, conclude il segretario, «fu elaborata da noi durante i governi di centrosinistra ed è giunta finalmente a essere operativa dopo tutti questi ritardi. Si tratta di uno strumento potenzialmente molto importante per  attrarre investimenti, per lo sviluppo economico e per l’occupazione di Venezia e del Polesine e per questo va sostenuta senza tentennamenti».

  • Schlein e Bonaccini a Padova venerdì 6 settembre

    Alle ore 21 alla Festa de L'Unità, parco Milcovich - Arcella La segretaria nazionale del Partito democratico Elly Schlein e il presidente Stefano Bonaccini parteciperanno venerdì 6 settembre alla giornata di apertura della Festa de L'Unità di Padova. L'intervento è programmato alle ore 21 al parco Milcovich dell'Arcella dove dino al 15 settembre si terrà l'annuale Festa. Di seguito il programma completo dell'evento

  • Schlein e Bonaccini venerdì 6 settembre alla Festa de L'unità di Treviso

    La segretaria nazionale Elly Schlein e il presidente del Partito democratico, Stefano Bonaccini parteciperanno venerdì 6 settembre alla Festa de L'Unità di Treviso. I loro interventi sono previsti alle ore 19 sul palco di Prato della Fiera. La Festa de L'Unità a Treviso è organizzata dal PD provinciale e si tiene da martedì 3 a domenica 8 settembre con un ampio programma di interventi, dibattiti e appuntamenti musicali. Questo il programma completo

  • Andrea Martella (Pd): «Zaia non tollera le critiche dei vescovi. C’è una frattura inedita tra Lega e cattolici»

    L'intervista al segretario regionale del Partito democratico di Martina Zambon sul Corriere del Veneto Andrea Martella, senatore del Pd, è il segretario del partito in Veneto. E la campagna elettorale per le prossime Regionali è iniziata anche per il centrosinistra. Senatore, in questi giorni a tener banco sono soprattutto le spaccature del centrodestra che voi avete sottolineato... «Lo strapotere del centrodestra in Veneto si è trasformato in logoramento, inerzia e divisioni che ormai appaiono insanabili. Si tratta di un mix che rende impossibile fare gli interessi dei cittadini e delle imprese. Questo governo regionale è ai titoli di coda. Le liti a cui assisto in questi giorni, però, non mi stupiscono perché appare ormai evidente come si tratti di un’alleanza fondata su un’ipocrisia politica». A dar sponda all’opposizione, sull’Autonomia, in questo momento è la Cei... «Anche qui, nulla da stupirsi: l’Autonomia rimane l’ultima bandiera da sventolare per Zaia e la Lega. Zaia, in particolare, appare sempre più allergico alle critiche di chi mette in evidenza le contraddizioni e i rischi della legge Calderoli. Critiche che, in maniera del tutto legittima, arrivano dalla Cei. La reazione del presidente mi è parsa, francamente, scomposta. Temo Zaia non si renda conto che su questo tema si sta creando una frattura tra la Lega e il mondo cattolico senza precedenti in Veneto». Esiste uno spiraglio perché Zaia possa fare un quarto mandato? «No, è un’ipotesi ormai fuori dai radar, così com’è ormai quasi certo che si voterà l’autunno prossimo. E non saranno Regionali come le altre. Si chiude un ciclo politico segnato dal centrodestra con Galan prima e Zaia poi lungo 30 anni, questa volta ci sono tutti i presupposti perché i veneti scelgano diversamente, noi correremo per vincere». Come procede il «campo largo veneto»? «Procede bene. Ci siamo incontrati a luglio come Pd, Avs, M5s, VcV, Psi, +Europa e Volt. Ci ritroveremo a settembre per costruire un progetto di alternativa comune anche ai mondi civici. Peraltro sono in atto interlocuzioni anche con Azione e Iv. Riassumendo, mentre Lega, FdI e FI litigano sia al proprio interno che fra loro, noi stiamo lavorando a testa bassa». Qual è la deadline per scegliere un candidato per voi? «Entro i primi mesi dell’anno. E da qui a dicembre cercheremo di concludere il lavoro preparatorio per un programma condiviso che partirà dall’ascolto del territorio. Si arriverà fin nei comuni più piccoli per ascoltare cittadini, imprese, artigiani, agricoltori, forze sociali e del volontariato. Ascolteremo il Veneto per proporre una nuova via. Tanto più che il centrodestra sempre più litigioso si sta dimostrando inaffidabile per dare risposte concrete ai veneti». L’ultimo casus belli fra alleati è l’aumento Irap ma in molti affermano che chiunque governerà dal prossimo anno è all’Irpef che si dovrà metter mano... «Una valutazione andrà fatta tanto più che le stesse categorie produttive si erano dette disponibili a discuterne non troppo tempo fa. Evidentemente salvaguardando le fasce di reddito medio basso. Il tutto non solo per far quadrare i conti (non voglio neppure insistere sulla spina nel fianco che sarà la Pedemontana nei bilanci a venire) ma soprattutto per poter investire, in sociale, sanità pubblica, attrattività per i giovani, per investire in cultura più degli attuali 3 euro pro capite o per coprire le borse di studio per chi ne ha diritto. Naturalmente non possiamo permetterci di perdere altre occasioni come quelle perse da Zaia: Intel, Silicon Box, Zls ancora al palo, tutti posti di lavoro mancati». Non abbiamo parlato di diritti... «Mi ha impressionato sulla vicenda dello ius scholae la posizione di Zaia, ha già gettato la maschera progressista».

  • La sottovalutazione dei reati fiscali ha favorito il radicamento mafioso in Veneto

    di Alessandro Naccarato * Sentenze contro il crimine organizzato e dati sul riciclaggio di denaro di provenienza illecita confermano il radicamento mafioso nel tessuto economico del Veneto. Nel 2023 l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia ha ricevuto 150.418 segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio: 10.673 riguardano il Veneto, quarta regione per numero di segnalazioni e seconda, dopo la Lombardia, per quantità di risorse segnalate. I professionisti hanno effettuato solo il 5,4% delle segnalazioni, e tra queste appena lo 0,1% proviene da commercialisti, esperti contabili e consulenti del lavoro; le amministrazioni pubbliche, nonostante la gestione degli ingenti fondi del Pnrr, hanno effettuato soltanto lo 0,3% delle segnalazioni. Nel periodo in esame l’autorità giudiziaria ha scoperto numerosi reati fiscali, di corruzione, di turbativa della concorrenza; eppure enti pubblici e larga parte dei professionisti non hanno segnalato nemmeno sospetti di irregolarità. Il dato, unito alle acquisizioni raggiunte in sede processuale, evidenzia complicità e convergenza di interessi tra settori del mondo economico e gruppi criminali. I mafiosi sono stati cercati da professionisti e imprenditori locali che hanno costituito con loro società per arricchirsi, soprattutto mediante le fatturazioni per operazioni inesistenti. Attraverso tale pratica le aziende mafiose riciclano denaro proveniente da crimini, come il traffico di stupefacenti, e gli imprenditori locali ottengono vantaggi fiscali illeciti. Del resto questo sistema ha trovato un terreno fertile nella diffusa evasione delle imposte che caratterizza numerosi studi professionali e aziende. Così i gruppi criminali si sono insediati in Veneto senza ricorrere, salvo qualche raro caso, alla violenza e hanno danneggiato la concorrenza e il libero mercato. Il legame tra gruppi mafiosi, imprese, professionisti e dirigenti e rappresentanti di enti pubblici è determinato dal fatto che le tecniche elusive delle imposte finalizzate al riciclaggio e all’auto riciclaggio sono elementi comuni alle inchieste contro la criminalità organizzata e contro la corruzione nelle amministrazioni pubbliche, come è emerso nella recente indagine sulla gestione del Comune di Venezia. La stessa convergenza di interessi tra gruppi mafiosi, imprenditori e professionisti si realizza attraverso il crescente fenomeno dei crediti d’imposta fittizi per i vari bonus e superbonus edilizi. In pratica i professionisti asseverano falsamente i requisiti tecnici dei progetti di intervento, la loro realizzazione e la congruità delle spese con imponenti cessioni dei crediti d’imposta finti a favore di imprese controllate, di solito mediante dei prestanome locali, dai gruppi mafiosi. Le complicità e le connivenze tra mafiosi e settori del mondo imprenditoriale hanno favorito la sottovalutazione della gravità della situazione, in particolare dei reati fiscali propedeutici all’espansione dei gruppi criminali. La conseguenza concreta di questa sottovalutazione è che in Veneto, nonostante l’impegno costante di forze dell’ordine, prefetture e magistrati, che negli ultimi anni hanno ottenuto importanti risultati, le risorse per contrastare le mafie sono inadeguate. Alessandro Naccarato è responsabile del Forum legalità e sicurezza del Partito democratico del Veneto

  • Delrio: "La Pedemontana non stava in piedi e dissi stop. Fu Zaia a volerla"

    L'ex ministro delle Infrastrutture svela il retroscena in un'intervista al Corriere del Veneto Leggi l'intervista a Graziano Delrio sul Corriere del Veneto

bottom of page