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Primarie, le regole sono certe e chiare

De Menech invita i pretendenti a creare un dossier sulla sanità Le regole per le primarie sono certe e chiare. Per gli iscritti al Partito democratico che desiderano candidarsi vale l’articolo 18 dello statuto del Pd. Per gli altri, valgono le regole decise dalla direzione sabato 18 ottobre. Servono almeno 4.000 firme di cittadini veneti, raccolte nella seguente misura: non meno di 100 firme nelle province di Belluno e Rovigo, non meno di 400 firme in ciascuna della altre province; il numero massimo di firme da presentare è fissato in 5.000. Ecco lo schema riepilogativo

Primarie di coalizione

Primarie di Partito

(vale l’art. 18 comma 5 dello statuto del Pd)Candidato iscritto al Pd(Art. 18 comma 3 statuto Pd)Candidatura sottoscritta da non meno del 35% dei componenti l’assemblea regionale; oppure, candidatura sottoscritta da almeno il 20% degli iscritti in tutta la regione; non meno di 4.000 firme raccolte in tutte le province (almeno 100 a BL e RO, almeno 400 in ciascuna delle altre). Max 5.000 firmeAlmeno il sostegno del 10% dell’assemblea regionale; oppure 3% degli iscrittiCandidato non iscritto al Pd(Art. 4 regolamento primarie regionale)Non meno di 4.000 firme raccolte in tutte le province (almeno 100 a BL e RO, almeno 400 in ciascuna delle altre). Max 5.000 firme—————————–

Le candidature alle primarie a Presidente della Regione Veneto devono essere depositate con le firme di sostegno allegate al comitato organizzatore regionale entro le ore 12.00 del 17 novembre 2014. «Chi si vuole candidare alle primarie», invita il segretario regionale Roger De Menech, «eviti polemiche e contrapposizioni di carattere personalistico. I candidati stiano sereni e facciano politica, l’avversario da battere è Zaia, non interno al Pd o alla coalizione». A proposito di politica e di Regione, De Menech si dice «assolutamente contrario al versamento dei vitalizi a chi è stato condannato o ha patteggiato». Soprattutto, dice «se stiamo parlando di reati contro la pubblica amministrazione, come nel caso di Galan e Marchese (che hanno già patteggiato), o di Chisso, nell’eventualità arrivi al patteggiamento. Stiamo valutando come modificare la legislazione in tal senso». Il segretario regionale invita infine i contendenti alle primarie a costruire un dossier sulla sanità veneta. «La totale assenza di pianificazione della Regione sotto la guida di Zaia rischia di costarci carissima. Per l’ospedale di Padova, prima fanno un progetto di finanza “alla veneta”, poi annullano tutto per le beghe interne alla Lega Nord. Risultato, l’azienda che ha proposto il progetto di finanza, chiede 156 milioni di danni. Zaia, invece di attaccare il governo Renzi che destina al Veneto un terzo delle risorse per infrastrutture, farebbe bene a organizzarsi per evitare che i veneti nei prossimi anni vedano aumentare tasse e ticket sanitari per coprire la sua totale incapacità di governare».

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