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Padova, il fallimento e l'inadeguatezza

La caduta rovinosa dell’unico sindaco leghista in una città medio grande, mette a nudo tutta l’impreparazione della Lega Nord, in Italia e nel Veneto, a guidare processi di governo difficili, complessi e articolati. I propositori delle ricette semplici e capaci solo di parlare alla pancia dei cittadini, ogni tanto vincono le elezioni, ma quando si ritrovano a gestire comunità plurali e i cui interessi sono incrociati e talvolta contrastanti, sembrano privi addirittura degli strumenti indispensabili a leggere le dinamiche sociali, economiche e culturali che intersecano le nostre comunità e, come dimostrato, non dispongono degli attrezzi per guidarle pacificamente a un qualsivoglia traguardo. Così, mentre la società civile cittadina e la sua comunità scientifica proiettano Padova nel futuro, la fallimentare politica del centro destra e le faide interne alla Lega regionale lasciano allo sbando la città. Padova vive ora la contraddizione di rappresentare il polo della ricerca e delle conoscenze, con un’università qualificata in testa alle classifiche nazionali e pronta a guidare insieme a Venezia i processi del programma Industria 4.0 in tutto il Nordest; allo stesso tempo sperimenta un arretramento pericoloso nella pianificazione e nei servizi. La Lega nord regionale si assume la responsabilità di aver abbandonato qualsiasi progetto innovativo su Padova, dall’ospedale al turismo, dai servizi sociali all’attuazione di piani per favorire l’insediamento di nuove imprese e quindi di nuovo lavoro. In un giorno come questo siamo tutti preoccupati del futuro della città. Senza una guida pubblica che li sostenga e che crei le condizioni perché fioriscano e diano frutti concreti, anche i programmi più ambiziosi rischiano di essere inefficaci. Per questo nessuno oggi gioisce per la caduta di un sindaco. Oggi è il momento di ricostruire, di ricucire e di impegnarsi ad un difficile lavoro che non sia contro qualcuno, ma a favore di tutti. Questo è l’impegno che sentiamo come un nostro dovere: un progetto in cui i cittadini, il commercio, le associazioni, le imprese si riconoscano e che permetta a tutti di esprimersi e di confrontarsi liberamente. Roger De Menech

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