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INCHIESTA AUTOSTRADA DEL MARE. PIGOZZO: “DA UN ANNO E MEZZO CHIEDEVAMO SOSPENSIONE, GRAVI RESPONSABI

“Solo ora, di fronte all’indagine che coinvolge sei dirigenti della Regione, Zaia decide di sospendere il progetto dell’Autostrada del Mare. Ma cosa ha fatto in tutti questi anni da presidente per impedire che scoppiasse questa vicenda? Quali controlli e verifiche ha svolto sull’operato dei dirigenti regionali? E, soprattutto, perché non ha voluto imporre molto prima uno stop a quest’opera sulla quale erano già palesi le ombre e che da un anno e mezzo il Pd chiedeva di fermare?” Questa la presa di posizione di Bruno Pigozzo, consigliere regionale del PD e vice presidente della Commissione Infrastrutture. “Ancora nell’agosto 2013 ho presentato assieme al mio gruppo un’interrogazione nella quale ritenevamo necessario rinviare il bando di gara ed attendere l’esito dell’inchiesta giudiziaria in corso sul Mose e sui grandi lavori pubblici in Veneto. Il progetto preliminare della via del mare infatti è stato presentato dalla società ‘Adria Infrastrutture’ di Claudia Minutillo e dal Consorzio Vie del Mare di Piergiorgio Baita, proprio i due imprenditori finiti in carcere per presunta fronte fiscale e costituzione di fondi neri”. “E invece Zaia ha fatto spallucce ai ripetuti richiami, non si è degnato di dare risposte e si è trincerato nel silenzio. Fino ad oggi, a scandalo esploso. Sono dunque evidenti le gravi responsabilità del presidente che non può in alcuna maniera scaricare colpe sul passato, di cui peraltro è sempre stato protagonista. E’ a questo punto doveroso – conclude Pigozzo – che Zaia venga in aula per riferire sulla situazione e rispondere, punto su punto, alle nostre legittime e altrettanto doverose domande”.

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