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Dal governo 315 milioni per la banda ultra larga in Veneto

Banda ultra larga a 100 Mbps per tutti e stavolta non è un sogno: grazie all’intervento del Governo, il Veneto avrà finalmente una connessione internet ultra veloce in grado di abbattere il digital divide. Lo scorso 11 Febbraio 2016 il governo ha raggiunto un accordo con le Regioni per la cooperazione e la condivisione di obiettivi e risorse al fine di velocizzare lo sviluppo della banda ultra larga in tutti i territori. Per la Regione Veneto il piano, per coprire gli obiettivi, prevede che l’intervento sia finanziato da: 315.810.955 di euro dal Fondo Sviluppo e Coesione (messi a disposizione dallo Stato), 40.000.000 di euro da fondi POR FESR 2014-2020 e 43.000.000 di euro fondi da FEASR 2014-2020 (messi a disposizione dalla Regione). Con questi fondi verranno infrastrutturate tutte le aree bianche con una popolazione coperta di circa 1,6 milioni di cittadini. «Sono numeri a dir poco impressionanti, che potrebbero mettere finalmente la parola fine al digital divide che attanaglia in particolare le aziende del basso Veneto – commenta Giulia Narduolo, deputata PD della bassa padovana – Per raggiungere questo obiettivo il Governo sta investendo moltissimo. Si tratta di fatti concreti che permetteranno di avere un’infrastruttura internet di ultimissima generazione: grazie ad una banda larga di 100 Mbps sarà possibile lavorare con la rete internet da qualsiasi località del Veneto come se si trattasse della rete intranet aziendale. Tradotto, significa che due uffici dislocati in punti distanti chilometri avranno un’infrastruttura completamente connessa come se si trovassero nel medesimo edificio». Per quanto riguarda la bassa padovana saranno coperti quei Comuni che altrimenti rimarrebbero per anni in un limbo di digital divide che si traduce in mancanze croniche infrastrutturali: Agna, Agna, Anguillara, Arquà Petrarca, Arre, Arzergrande, Bagnoli di Sopra, Baone, Barbona, Boara Pisani, Bovolenta, Brugine, Candiana, Carceri, Cartura, Casale di Scodosia, Casalserugo, Castelbaldo, Cinto Euganeo, Codevigo, Conselve, Correzzola, Due Carrare, Este, Galzignano Terme, Granze, Lozzo Atestino, Masi, Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Merlara, Merlara, Monselice, Montagnana, Ospedaletto Euganeo, Pernumia, Piacenza d’Adige, Piove di Sacco, Polverara, Ponso, Pontelongo, Pozzonovo, Saletto, San Pietro Viminario, Sant’Angelo di Piove di Sacco, Sant’Elena, Sant’Urbano, Santa Margherita d’Adige, Solesino, Stanghella, Terrassa Padovana, Tribano, Urbana, Vescovana, Vighizzolo, Villa Estense. Insomma, stiamo parlando di una copertura trasversale che parte da Piove di Sacco e finisce a Montagnana attraversando le aree del Conselvano, del Monselicense e dell’Estense per un totale di 56 Comuni. Dall’ampiezza del territorio della bassa padovana che sarà coperto, è evidente che ci saranno interventi di assoluta rilevanza destinati a cambiare completamente la fisionomia del territorio. Per la prima volta non saranno più solo i grandi centri abitati a beneficiare di un finanziamento del Governo. Saranno invece le aree più depresse strutturalmente ad avere la possibilità di rilancio del tessuto produttivo. «Il fatto di poter disporre di una banda ultra larga non deve essere visto come un servizio accessorio – continua la parlamentare – Sono anni ormai che il territorio tutto ci chiede a gran voce di poter disporre di connessioni adsl che permetterebbero aumenti di produttività e diminuzione di costi. Quando si parla di necessità infrastrutturali non si deve pesare solo alle grandi opere: una connessione a internet veloce è diventata fondamentale tanto quanto una strada. La banda ultra larga rappresenta quindi un supporto essenziale alle attività produttive per poter uscire dalla crisi». «Naturalmente l’intervento non sarà vantaggioso solo per le aziende – conclude Narduolo – oggi in moltissimi dei nostri Comuni non arriva ancora la connessione adsl e molto spesso le famiglie sono costrette ad attivare connessioni ad internet con operatori mobili. Il risultato è una rete web scadente che costringe i consumatori ad usare internet il minor tempo possibile per non sforare le soglie imposte. Grazie all’intervento del Governo finalmente si potrà lavorare e studiare utilizzando internet al pari, se non addirittura meglio, degli altri stati europei». In Veneto attualmente la banda ultra larga a 30 Mbps copre il 20,1% delle unità immobiliari mentre la connessione a 100 Mbps raggiunge solo il 4%. In base alle dichiarazioni di intervento da parte degli operatori privati, nel prossimo triennio (2016-2018) è previsto che il 16% delle unità immobiliari del territorio regionale vengano coperte da banda ultra larga a 100 Mbps e il 61% coperte a 30 Mbps. Questo significa che, al 2018, il 39% delle unità immobiliari non saranno servite da servizi in banda ultra larga e che quindi l’obiettivo dell’85% di copertura previsto dal piano strategico nazionale sarà molto lontano dal suo raggiungimento con i soli investimenti degli operatori privati. Per ovviare a questa situazione, che non è solo una problematica del Veneto ma di tutto il Paese, il Governo ha deciso di investire direttamente per realizzare le infrastrutture necessarie a raggiungere gli obiettivi del piano banda ultra larga.

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