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Negli appalti pubblici salario minimo a 9 euro

Aggiornamento: 4 giorni fa

Presentata la proposta di legge dei consiglieri regionali del Partito Democratico



È stato presentato il 9 giugno da Vanessa Camani, capogruppo Pd in Consiglio regionale e prima firmataria, il progetto di legge 'Disposizioni per la tutela e la promozione della salute e della sicurezza sul lavoro'.


«Il Veneto deve porsi in testa nella tutela delle condizioni di lavoro. Con questo progetto di legge vogliamo rafforzare il sistema di salute e sicurezza sul lavoro, assicurando su base regionale una tutela effettiva dei diritti costituzionalmente garantiti, anche nell'ambito delle nuove professioni legate alle trasformazioni tecnologiche e con interventi specifici nel settore degli appalti pubblici», ha spiegato la capogruppo.


In particolare, per evitare il ricorso ai cosiddetti contratti-pirata che espongono i lavoratori a forme di sfruttamento il progetto di legge prevede di applicare a tutto il personale impiegato in lavori, servizi e forniture oggetto di appalti o concessioni pubbliche il contratto collettivo maggiormente attinente l'attività svolta e fissa per tutti i lavoratori, anche quelli in subappalto, un trattamento economico minimo inderogabile di 9 euro lordi l'ora.


Il pdl prevede anche meccanismi più favorevoli per quelle imprese che investono sulla sicurezza del lavoro con misure di protezione ulteriori a quelle minime previste, che garantiscono il benessere e la qualità del lavoro, che organizzano percorsi di formazione aggiuntivi e che promuovono l'occupazione femminile e giovanile, oltre che l'inserimento lavorativo di persone con disabilità con espresse clausole di risoluzione del contratto in caso di violazione di norme in materia di salute, sicurezza e regolarità del lavoro. Inoltre si chiede che la Regione specie nel settore agricolo organizzi servizi di trasporto sicuri e condizioni abitative dignitose ai lavoratori stranieri, comprendendo anche i rider.


Il testo di legge prevede infine l'assunzione a tempo indeterminato di 30 Tecnici della Prevenzione entro il primo semestre 2025, per rafforzare e dare un ricambio adeguato ai tecnici Spisal.


«Il Veneto, regione-chiave dell'intero sistema produttivo ed economico nazionale, deve nutrire un'ambizione: porsi in testa nella tutela delle condizioni di lavoro per assicurare e assicurarsi un livello qualitativo sinonimo di competitività. Le leggi esistono: ciò che ancora manca è una loro effettiva e completa applicazione, a causa di zone d'ombra nelle quali si insinuano violazioni e forme di illegalità», ha ribadito Camani.


Il lavoro irregolare in Veneto è allarmante denunciano i consiglieri del Partito Democratico che invocano «un segnale forte sul fronte del contrasto. Rafforzando appunto la vigilanza ma anche applicando con maggior determinazione gli strumenti legislativi esistenti».


In campo agricolo con la 'Rete del lavoro agricolo di qualità', a cui aderisce però solo il 4,7% delle aziende, la Regione dovrebbe incentivarla e promuovere servizi di trasporto «sicuri e garantire condizioni abitative dignitose ai lavoratori stranieri».


Il Veneto potrebbe promuovere anche la 'Carta dei diritti dei lavoratori digitali', a beneficio dei riders. In generale, sottolinea la capogruppo, «serve un cambio di passo, anche culturale, che restituisca ai lavoratori un ruolo centrale. Nella convinzione che la solidità di strumenti di tutela, sicurezza e legalità sia una delle basi irrinunciabili per consentire al sistema produttivo veneto un ulteriore salto di qualità e sviluppo».


Il progetto di legge, ha aggiunto la consigliera Chiara Luisetto, tratta anche il contrasto a violenza e aggressioni agli operatori sanitari per implementare misure specifiche della Regione per eliminare o ridurre i rischi. Non manca la richiesta di un stretta contro il caporalato da Anna Maria Bigon. Per Jonatan Montanariello, la Regione deve attivarsi sulla sicurezza anche per evitare la fuga dei lavboratori, in particolare dei giovani, verso l'Emilia-Romagna e la Lombardia.



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