Fitosanitari. Albertini: «Valdegamberi strumentalizza. Regione non ha fatto nulla per gli agricoltori»
- Partito Democratico del Veneto

- 18 ago
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«Il consigliere Valdegamberi si dimentica di essere parte della maggioranza in Regione e strumentalizza un tema serio solo per fare campagna elettorale». Lo afferma Alessio Albertini, responsabile sostenibilità e filiera agroalimentare del Partito Democratico del Veneto.
«È noto comunemente agli operatori del settore che il processo di riduzione di limiti massimi di residuo e la modifica delle etichette non avviene da un giorno all'altro, ma rispetta dei precisi iter», ricorda Albertini. «Così come era noto che i limiti all'utilizzo di Acetamiprid sarebbero stati drasticamente abbassati, tanto che le nuove etichette con i limiti aggiornati erano obbligatorie già dal 19 febbraio di quest'anno. La sostanza, efficace nella lotta agli afidi ed anche alla cimice asiatica, crea tuttavia effetti molto dannosi per gli impollinatori come le api ed è sospettata di danni alla salute umana. Peraltro in Francia la sostanza era stata bandita già dal 2018 ed è stata riammessa in deroga solo quest’anno».
«Piuttosto si chieda che cosa ha fatto la Giunta Regionale per promuovere la ricerca di alternative valide da fornire agli agricoltori. È questa infatti la via da seguire: non un approccio estremista, pro o contro i fitosanitari, ma l'individuazione di principi attivi che a parità di efficacia siano il meno dannosi possibile per l'ambiente e per l’uomo», afferma Albertini. «Si dovrebbe inoltre potenziare la partnership tra la ricerca universitaria e le aziende del settore, che ben conoscono le dinamiche del mercato e le esigenze degli agricoltori. Inoltre, la Regione avrebbe potuto pianificare assieme ai portatori di interesse i punti più critici di questa riduzione di limiti, per gestire preventivamente il problema e non ritrovarsi a lamentarsi quando ormai è tardi. Cosa ha fatto la Regione Veneto in questo senso? Nulla».
«Si tratta, evidentemente - conclude Albertini - di un approccio troppo faticoso e costoso da perseguire, mentre è più comodo cavalcare la protesta per un mero tornaconto elettorale».



