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A Venezia Brugnaro chiude il mondo femminile fuori dalla porta

La giunta comunale di Venezia ha cancellato con un colpo di spugna il centro donna: più di 40 anni di storia veneziana al femminile con 35 associazioni di donne che fanno riferimento al centro. Una scellerata scelta politica fatta passare come riorganizzazione della macchina comunale metterà fine al luogo di riferimento regionale, un centro famoso per le sue attività ed il suo rilievo per la vita delle donne. In questo 70esimo anno di vita della Repubblica, anniversario anche del primo voto delle donne e delle tante conquiste fatte, il sindaco di Venezia crede bene che le donne non possano più avere un luogo unico di incontro e di elaborazione di iniziative del volontariato femminile e lo smembra affidandone le parti a settori diversi che niente hanno a che vedere con gli obiettivi e le finalità finora perseguiti dal Centro Donna e che può e deve avere una valenza metropolitana, un centro che funge da collante data l’esperienza e la competenza! Ma d’altra parte in un mondo in cui sempre di più prevale l’individualismo anche Brugnaro si fa interprete del pensiero unico individualista secondo il quale il bisogno delle donne in difficoltà è solo personale ed individuale, da risolvere in termini privati e senza l’investimento di risorse pubbliche. Non viene riconosciuta la qualifica di bisogno collettivo né tanto meno pubblico. Cioè: è colpa delle donne se hanno problemi. Le Donne Democratiche Venete condannano fermamente questo atto di ennesima violenza al mondo femminile, ma il mondo femminile chiuso fuori dalla porta non ci sta…… c’è posta per te, Brugnaro. le Deputate e le Senatrici, le Consigliere Regionali, le Sindache, le Consigliere Provinciali e Comunali Democratiche Venete e tutte le Democratiche Venete Raffaela Salmaso Portavoce Regionale Democratiche Venete

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