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Autonomia. Martella: «Per realizzarla servono legge quadro, Lep e rispetto Costituzione»



«Sono convinto che se alcune forze politiche avessero il coraggio di abbandonare la retorica ‘separatista’ e indipendentista, -- compresa l’ultima bizzarra proposta di differenziazione con l’introduzione dello studio del dialetto nelle scuole - il tema dell’autonomia differenziata troverebbe ampie convergenze anche tra le Regioni del Mezzogiorno. Per realizzare concretamente l’autonomia in modo responsabile e in una cornice di unità nazionale servono una legge quadro nazionale con il pieno coinvolgimento del Parlamento, la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (lep) e dei fabbisogni standard ed è necessario sgombrare il campo dalla richiesta di trattenuta del cosiddetto residuo fiscale che aumenterebbe disparità e diseguaglianze. Infine, per essere credibile, l’autonomia, intesa come un processo, dovrà essere esercitata a partire da alcune materie attraverso cui migliorare la governance di alcune politiche pubbliche. Sicuramente non la scuola che va eliminata dal tavolo della discussione, perché è stata la scuola a unificare l’Italia e la sua frammentazione aumenterebbe le disparità e i divari. Per il Veneto parliamo di sostegno alle imprese, lavoro e formazione professionale. La bozza del ddl Calderoli, quindi, così non va bene e dovrà essere profondamente modificata per attuare pienamente il principio di sussidiarietà e rafforzare la coesione sociale». Lo afferma il senatore e segretario del Partito Democratico Veneto, Andrea Martella, che ha presentato in Senato un disegno di legge per realizzare l’autonomia.

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