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Acqua: una risorsa preziosa e sempre più scarsa

Giornata mondiale dell'acqua


di Matteo Favero*



La disponibilità di acqua non può essere data per scontata, come se fosse illimitata, come se la sua qualità non meritasse attenzione e cura, come se il suo uso fosse al riparo da valutazioni etiche, civili, economiche, politiche.


I cambiamenti climatici, così come la crescita demografica al di fuori dell’Europa, stanno mettendo sempre più a dura prova le risorse idriche mondiali, come è stato evidenziato anche all’ultima Conferenza delle Parti (COP28) di Dubai dello scorso anno. Secondo le Nazioni Unite, l'acqua è il mezzo principale attraverso il quale i cambiamenti climatici influenzano l'ecosistema terrestre e quindi il sostentamento e il benessere delle persone, con temperature più elevate e cambiamenti nei modelli meteorologici estremi che influenzano la disponibilità e la distribuzione di precipitazioni, scioglimento delle nevi, flussi fluviali e acque sotterranee. In molti casi sono i poveri, anche nei paesi occidentali, ad essere maggiormente colpiti.


La complessa serie di rischi interconnessi, tra cui conflitti, rischi naturali, carenza

d'acqua e instabilità degli Stati, richiede politiche e azioni in grado di affrontare le sollecitazioni e l'incertezza e di consentire un adattamento costante. I ricercatori hanno quindi cercato di colmare le lacune tra le diverse aree politiche, tra cui gli aiuti umanitari, la riduzione del rischio di catastrofi e il cambiamento climatico, concordando infine sul termine "resilienza", definito come la capacità di una società di riprendersi da stress e shock.


Il legame tra insicurezza idrica e conflitti è poi ben noto. Le precipitazioni limitate e l'accesso all'acqua, che è anche vitale per la produzione alimentare, possono portare a tensioni intercomunitarie e scontri violenti. I conflitti possono, a loro volta, peggiorare l'accesso all'acqua, in quanto la paura della violenza impedisce ai civili di accedere alle loro fonti abituali. L'importanza dell'acqua per la vita e l'attività economica significa anche che può diventare uno strumento nei conflitti, quando una o più parti impediscono l'accesso o distruggono le infrastrutture idriche. La mancanza di accesso all'acqua è stata collegata ai conflitti nell'Africa subsahariana, nella penisola arabica e in altre regioni aride.


L'accesso e la distribuzione delle risorse idriche sono un problema nel contesto del conflitto israelo-palestinese dal 1967. Diversi fattori spiegano la pressione sulle risorse idriche, tra cui i combattimenti e l'aumento della popolazione nella comunità palestinese. Il consumo di acqua riflette anche forti disuguaglianze, con i residenti di Gaza e della Cisgiordania particolarmente a rischio di insicurezza idrica. Nota è la tensione – ad esempio – tra Giordania e Israele per l’iper-sfruttamento da parte israeliana del Mar Morto.


L'accesso all'acqua è un diritto umano riconosciuto dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite e sancito da numerose convenzioni internazionali, come la Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne del 1979 e la Convenzione sui diritti dell'infanzia del 1989. Il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti economici, sociali descrive come "indispensabile per condurre una vita nella dignità umana" e "prerequisito per la realizzazione di altri diritti umani". Un'analisi della Direzione generale per le politiche esterne del Parlamento europeo sostiene che l'UE deve adottare una prospettiva di diritti umani sui conflitti idrici, guidata dai principi di accesso e non discriminazione.

L’Italia, sta affrontando una situazione climatica preoccupante, che sta mettendo a dura prova l’agricoltura e l’approvvigionamento idrico del Paese. La mancanza nell’ultimo inverno – nonostante le piogge delle ultime tre settimane nel Settentrione -di precipitazioni sta causando una grave siccità, con conseguenze negative per l’ambiente e per l’economia. Inoltre, la scarsità di neve nelle zone montuose sta mettendo a rischio l’equilibrio idrogeologico e le falde acquifere, con serie preoccupazioni in vista dell’estate 2024 e getta una lunga ombra verso le Olimpiadi invernali Milano-Cortina del 2026.


E la riduzione della disponibilità di acqua buona da bere si ripercuote anche sulle tasche dei cittadini: a livello locale ammonta a 444 euro la cifra spesa nel 2022 per la bolletta idrica da una famiglia veneta con un consumo di 192 metri cubi l'anno con un incremento del 7,5% rispetto al 2021. La fotografia emerge dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, che ha preso in esame le tariffe per il servizio idrico integrato applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2022 in riferimento ad una famiglia tipo composta da tre persone un consumo annuo di 192 metri cubi. Con un uso più consapevole e razionale di acqua una famiglia veneta risparmierebbe 117euro l'anno. In riferimento poi ai soli capoluoghi di provincia italiani, si evidenzia che a livello nazionale va disperso il 42% dell'acqua immessa, con evidenti differenze fra le singole regioni e anche fra i singoli capoluoghi della stessa regione. In Veneto, a Belluno e provincia si disperde circa il 70% della risorsa idrica, nei comuni di Treviso, Vicenza e Padova invece circa il 27%.


Dieci sono le azioni proposte dal Partito Democratico del Veneto per la tutela e la valorizzazione della risorsa idrica:


  1. accelerare le procedure per la pulizia degli invasi;

  2. attuare con rapidità il piano di micro-invasi già esistente;

  3. promuovere azioni diffuse e capillari di sensibilizzazione di privati, aziende, enti all’utilizzo consapevole e attento della risorsa idrica;

  4. realizzare un piano integrato regionale di gestione delle acque che permetta di coinvolgere tutti i soggetti pubblici e privati migliorando così il governo del settore;

  5. adottare un efficace Bilancio Idrico, per verificare effettivi fabbisogni, accumuli ed utilizzi della risorsa idrica; promuovere ed incentivare investimenti sulla rete idrica,

  6. sulle aziende agricole e sulle attività industriali per il risparmio e il riutilizzo della risorsa idrica;

  7. prevedere forme di incentivo o defiscalizzazione in tema idrico, evitando forme di sostegno o di indennizzo scollegate dall’adozione di investimenti in efficientamento;

  8. rafforzare le attività di controllo e chiusura dei pozzi abusivi;

  9. istituzione di una cabina di regia regionale che eserciti funzioni di indirizzo, coordinamento e monitoraggio per il contenimento e il contrasto della crisi idrica connessa alla drastica riduzione delle precipitazioni e integrata con la presenza delle Autorità di Bacino Distrettuale del Veneto;

  10. creazione delle AFI – Aree Forestali di Infiltrazione nelle zone di alta pianura utili a raccogliere e conservare l’acqua, restituendola successivamente in falda.


Anche per l’acqua - come per tanti elementi naturali - dobbiamo saper orientare cittadini, istituzioni e imprese verso la sostenibilità. La consapevolezza di questo e la tecnologia possono aiutarci a creare ulteriore valore nel rispetto delle risorse naturali e dei loro equilibri.


*Responsabile forum ambiente e infrastrutture del PD Veneto

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