Le Democratiche per la "Giornata nazionale del diritto di voto alle donne"

Il 10 marzo 1946 è un giorno che resterà scritto a caratteri indelebili nella storia della nostra Repubblica. Quel giorno, per la volta in Italia, le donne vanno al voto ed è per questo che le Democratiche Venete sostengono l’istituzione della “Giornata nazionale del diritto di voto alle donne”, proprio il 10 marzo. L’iniziativa partita con una petizione promossa e sottoscritta, tra le altre 500 firme, da Livia Turco (ex-deputato Pd), Elena Marinucci (ex-senatrice Psi), Paola Spadaro (5stelle), Roberta Agostini (Pd), Francesca Bagni Cipriani (Uil), Silvia Costa (parlamentare europeo Pd), Vittoria Toia (Unione donne italiane), Alida Castelli (consigliera Pari opportunità al Comune di Roma), si sta concretizzando in questi giorni con il deposito di una proposta di legge. La proclamazione della Giornata nazionale ha lo scopo di far riflettere sul fatto che «rimane un consistente tratto di strada da percorrere per una maggiore e paritaria presenza delle donne nelle assemblee elettive, e in tutti i luoghi dove si esercita il potere decisionale, per poter esercitare un ruolo positivo e propositivo nelle politiche del nostro Paese» (cit. petizione). Le 21 donne Costituenti, Madri della Repubblica, hanno dato un importante e significativo contributo alla costruzione della Costituzione, trovando la strada per la scrittura di un documento che ha avuto il pregio di portare l’Italia alla Democrazia, ma che sarà pienamente compiuta solo con la reale parità di genere anche nella rappresentanza. Molte sono state le conquiste, da quel 10 marzo di settant’anni fa con la presenza delle donne nei luoghi della politica, dalla lotta alla prostituzione al divieto di licenziamento delle lavoratrici a causa del matrimonio alla parità di trattamento di uomini e donne in materia di lavoro, dalla riforma del diritto di famiglia alla legge sul divorzio e a quella sulla tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza e tante altre che, con l’obiettivo di garantire diritti alle donne, hanno cambiato l’Italia Non possiamo però scordare l’ultimo intervento legislativo che offre un’ulteriore possibilità alle donne di essere incisive nelle scelte politiche: il 3 febbraio 2016 è stata approvata la Legge a “Modifica all’articolo 4 della legge 2 luglio 2004, n. 165, recante disposizioni volte a garantire l’equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali”,  e che permetterà alla nostra Regione di correggere l’errore di non aver dato la possibilità agli elettori di esprimere una doppia preferenza. Restano ancora molti interventi da fare, la violenza sulle donne ed il femminicidio ad esempio, impongono azioni immediate: una donna su tre nell’arco della sua vita subisce violenza con tutto ciò che ne consegue a livello fisico e psicologico oltre a rappresentare un costo sociale elevato per la comunità. La proclamazione del 10 marzo, come Giornata nazionale del diritto di voto alle donne, contiene tutti questi temi e sarà un ulteriore passo verso una cultura della condivisione dei compiti e dell’uguaglianza tra le persone. Raffaela Salmaso Portavoce Regionale Democratiche Venete Vicesegretaria Regionale PD Veneto

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